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I 5 pensieri post Napoli-Torino

 

Stadio San Paolo, ventiseiesima giornata di Serie A. Gli azzurri di Gattuso dovevano dimostrare che il periodo buio degli scorsi mesi fosse solo un brutto ricordo e la risposta è stata forte. Un risultato (2-1) che non rispecchia la realtà di una partita dominata dal primo all’ultimo minuto, il ciuccio che “mata al toro”. Eccovi i 5 pensieri riguardo Napoli-Torino.

 

 

Koulibaly? No, grazie.

 

Non poteva esserci risposta migliore da parte della coppia  azzurra di centrali difensivi dopo che, negli ultimi giorni, si è scoperto il destino di Kalidou Koulibaly (destinazione PSG) che avrebbe acquistato una casa da 4 milioni di euro a Parigi.

Kostas Manolas e Nikola Maksimovic hanno disputato una partita spettacolare, facendo scomparire – come i migliori maghi al mondo – il “gallo” Belotti e bloccando ogni ripartenza avversaria. Il calciatore greco sembra rinato e sta dimostrando di essere lui il difensore top del club a differenza del centrale senegalese.

 

 

 

Esclusione da Euro2020?

 

Giovanni Di Lorenzo, un nome, una garanzia. Al suo arrivo non tutti erano a conoscenza del potenziale del giovane terzino destro ma oggi, con le sue prestazioni e i suoi gol, sta dimostrando di essere il più forte laterale difensivo italiano. Il suo rendimento è da top player, soprattutto se si consideri il fatto che sia stato adattato come terzino sinistro e centrale in molte partite. La cosa strana è che, nonostante i numeri siano dalla sua parte, la convocazione all’Europeo di quest’anno è ancora molto incerta. Secondo alcune fonti il CT della nazionale Mancini preferirebbe portare De Sciglio al posto del calciatore toscano. A voi i commenti.

 

 

fonte: Corriere dello Sport

 

Statistiche da Sarrismo?

 

L’immagine in sovrimpressione parla da sola. Una partita a senso unico impreziosita dai 2 gol e dal possesso palla infinito: palla al portiere, pochi tocchi e via, diretti verso la porta. Un gioco esaltante che allontana i ricordi di quel gioco sterile e oggettivamente brutto che era proprio della squadra di Carlo Ancelotti. Una partita che ha ricordato il primo anno del ciclo Sarrista, sia in positivo che in negativo:

 

● la capacità di arrivare con facilità in area avversaria;

● la linea difensiva molto alta e ben organizzata;

● il centravanti che si abbassa per ricevere;

● la poca attenzione nei momenti finali della partita;

● la poca cattiveria nei contrasti aerei.

 

D’altronde Rino Gattuso ha sempre confessato di essersi ispirato molto all’attuale tecnico della Juventus e quindi è normale che la filosofia sia la stessa.

 

 

Milik o Mertens?

 

Da una parte il centravanti polacco che continua a fare grandi prestazioni a servizio della squadra, dall’altra Ciro, l’uomo più amato di Napoli che da spettacolo in campo e fuori. Dries è a quota 121 gol con la maglia azzurra e sembra essere l’uomo chiave della nuova gestione. Da quando è tornato dall’infortunio è una scheggia: gol o assist in ogni partita e, soprattutto da subentrato, è come se fosse un pieno di benzina per quella macchina quasi perfetta che è la squadra di Ringhio. Arkadiusz MIlik, che da poco ha compiuto gli anni, è l’uomo che a Gattuso serve per gestire il gioco anche al limite dell’area di rigore. Una punta moderna che si mette al servizio  della squadra e sacrifica la sua “voglia” di segnare per dare una mano in fase di costruzione.

Chi serve realmente a questo Napoli?

 

 

Ringhio Star

 

Rino Gattuso, l’uomo perfetto per una piazza come quella partenopea. Grinta, “cazzimma”, coraggio, umiltà, tutte caratteristiche che sono proprie del tecnico calabrese. Un uomo sempre aperto a parlare con i giornalisti che, in modo diretto e senza peli sulla lingua, riesce a dire ciò che pensa e a trattare di argomenti “caldi” con semplicità e pacatezza. Ha dato un animo a questa squadra, è entrato nel cuore dei giocatori e ha unito lo spogliatoio. Al momento non è riconosciuto come un top manager ma sicuramente diventerà tale; chissà… forse proprio qui a Napoli.

 

Tobia Cuozzo

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