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I 5 PENSIERI POST NAPOLI-MILAN

Pareggio immeritato quello maturato dal Napoli nella sfida del San Paolo contro il Milan. La squadra di Gattuso fa la partita dall’ inizio alla fine, contenendo i rossoneri. I due gol subiti arrivano proprio nelle fasi di maggior spinta offensiva degli azzurri.

Ecco i 5 pensieri del giorno dopo…

1- È UN NAPOLI CORALE

Corale: questo è l’ aggettivo che emerge guardando il gioco azzurro. 

Lo abbiamo detto anche nel primo dei 5 pensieri post-vittoria di Marassi contro il Genoa: questo Napoli, il Napoli di Gattuso, gioca bene.

I ragazzi di mister Gennaro si cercano e si trovano bene, con qualità e quantità. Il fraseggio è fluido, efficace ed elegante. I meccanismi offensivi e difensivi sono sincronizzati; non sicuramente ancora alla grande, ma lo sono. E questo è un aspetto importante, se pensiamo alle prestazioni deludenti dal punto di vista del gioco a cui abbiamo dovuto assistere in questa stagione, fino a pochi mesi fa.

L’ atteggiamento tecnico-tattico di questo nuovo Napoli piace, è propositivo e pericoloso. 

Zielinski e Fabian sono spine nel fianco dell’ avversario.Lobotka(anche ieri sera buonissima prestazione in cabina di regia) rassicura a metà campo, detta il gioco e mantiene l’ equilibrio generale degli 11 sul rettangolo verde.

Insomma, il gioco di Gattuso sta venendo fuori e, se migliorerà ancor di più, ci sarà da divertirsi.

2- AAA CERCASI CENTRAVANTI CON URGENZA 

Abbiamo detto, senza troppi problemi, che il Napoli avrebbe meritato la vittoria.Ed è così. Ma nel calcio, il pallone non ti regala nulla. E gli azzurri non hanno vinto la partita per via di due grandi mancanze.

La prima mancanza(della seconda parleremo nel quinto ed ultimo pensiero) è pesante ed altamente evidente: l’ assenza di un centravanti. Ma uno di quelli forti forti, che spaccano le partite in due o te la chiudono quando serve, e ieri sera serviva. Serviva ma non è avvenuto, perchè questa squadra un centravanti forte forte non lo ha, l’ Higuain o il Cavani degli anni passati per intenderci ancora meglio.Mertens non può fare tutto da solo, merita di essere affiancato da un grande 9.

De Laurentiis è avvisato: senza questo tassello fondamentale non si potrà andare lontano.

3- INSIGNE LEADER 

In questo Napoli – Milan mi ha colpito, ancora una volta in questa stagione, lui: il Capitano.

È il Leader certificato di questa Maglia ormai.

Si prende la squadra sulle spalle e la trascina con le sue giocate. Lo ha fatto anche ieri, soprattutto nella prima frazione, nonostante fisicamente non sia apparso al massimo. Detta le azioni negli ultimi metri a ridosso dell’ area di rigore e inventa. I compagni lo seguono e si affidano a lui, come si fa nei confronti di ogni capitano che si rispetti.

È questo l’ atteggiamento che i napoletani chiedono al proprio scugnizzo capitano: farsi carico del percorso della squadra. Insigne lo sta facendo alla grande e sta crescendo tanto da questo punto di vista, nell’ investitura che gli è stata messa nelle mani. 

Da un possibile distacco con la piazza, oggi si è passati a un amore ancora più forte e pregiato come uno dei vini migliori. Lorenzo ci rappresenta. E come se ci rappresenta.

4- Immaginare una separazione da KK fa tristezza

Dopo prestazioni come quella di ieri sera, pensare a un addio da Kalidou Koulibaly fa tanto dispiacere.

Personalmente, è proprio mentre lo guardavo giocare alla grande contro i rossoneri, annullare Ibrahimovic, impostare l’ inizio azione azzurro dalla sua retroguardia e sgaloppare più volte in avanti che sentivo quella malinconia che ogni probabile distacco ti provoca. Come puoi non risentirti al solo pensiero di perdere uno come lui, che in campo mi difende la Maglia, la Fede, l’ Appartenenza, la Napoletanità come soltanto i grandi sanno fare, i figli adottivi di questa Città. E lui figlio nostro lo è, e un padre non immaginerebbe mai di dover fare a meno del suo riflesso migliore.

5- SAN PAOLO QUANTO MANCHI

La seconda grande mancanza, che ha contribuito a non favorire la conquista dei 3 punti, è stata l’ assenza della gente di Napoli. Sappiamo benissimo quanto il tifo del San Paolo sia importantissimo per la squadra soprattutto nei big-match. 

Quando la partita è in equilibrio e bisogna mettere la quinta marcia, il popolo dell’ arena di Fuorigrotta riesce sempre a dare ai propri calciatori la spinta necessaria per andare ad ammazzare il match. 

Ieri, soprattutto nel secondo tempo, sarebbe stata importantissima questa presenza e pensare che con gli spalti pieni il risultato finale sarebbe stato diverso non è sbagliato.

Marco Falco

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