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HAMSIK NON E’ UN CASO, MA L’ESEMPIO DEI DIFETTI E DEI PREGI DEL NAPOLI DI ADL

Giorno cari amici della sfera cubica, oggi parliamo della storia tanto cara a tutti noi: Hamsik e la Cina

Vi rendete conto che ogni volta che la nostra rubrica viene bersagliata dai piani alti del giornalismo e della comunicazione filoistituzionale, ci troviamo sempre dalla parte della ragione. Vabbè andiamo avanti senza se e senza ma.

Hamsik è l’operazione del secolo per il Napoli. Costretto a subire negli ultimi tempi un ingaggio da 5 milioni di euro, pari a 10 lordi, ADL questa estate non gradì il capitano ancora sul groppone, ma il presidente azzurro ha meditato fino alla fine della trattativa quando ha capito che forse poteva fare qualcosa di soldi con un pezzo pregno di valore emotivo, ma poco reale.

I tifosi in lacrime per aver perso la cresta più famosa alle falde del Vesuvio mentre i giornalisti che hanno studiato, avevano definito l’operazione da 20 milioni dimenticandosi quanto da me anticipato più volte questa estate circa la Luxury Tax, che ho prontamente ricordato di nuovo agli smemorati dell’informazione calcistica. Ed ecco il dietro-front della stampa “Hamsik problemi con la Luxury Tax” !!! In effetti l’operazione come confermato dall’eminenza Grassani è di 34 milioni di euro che tradotti in gergo commerciale significa che Marechiaro verrà venduto a 17 milioni di euro.

De Laurentiis ha ragione?

Secondo me sì se pensiamo che il capitano è un pezzo pregiato del calcio slovacco, solo però della Slovacchia, e un valore di 17 milioni è congruo viste le operazioni alle quali abbiamo assistito in giro nell’ultimo periodo. Però, c’è sempre un però, essere un mastino su un giocatore che ha un valore affettivo per la società ed i suoi supporters, è un gesto forse fin troppo forzato.

Ma il sostenitore della sfera cubica non è più un affezionato, bensì un cinico che sfocia nell’ossessivo e quindi non posso prendere le parti dei tifosi e nemmeno di Hamsik. Perché ADL è un grande imprenditore, non sarà il miglior presidente del Napoli, ma ogni sua mossa ed azione commerciale è meritevole di studio. Quindi sto con ADL sulla questione Hamsik, un po’ meno sui modi direi. Non è bello e professionale per una società virtuosa come il Napoli assistere a feste di addio, dichiarazioni definitive quando la trattativa non è ancora terminata. Quindi sorge un vero problema della comunicazione istituzionale che non è imputabile ai dipendenti, ma alla mente. Il dirigente unico del Napoli e cioè Aurelio De Laurentiis.

Vuoi vedere che il comunicato della questione Hamsik è stato scritto in inglese proprio per dare un messaggio ai “cinesi” di caratura internazionale con il fine di esercitare quella giusta pressione a chiudere la trattativa alle condizioni del Napoli?

Vuoi vedere che Hamsik, da sempre medio man della squadra, ha meritato il trattamento che viene riservato agli ignavi? Perché in questo Napoli un po’ lo è stato sempre con il suo atteggiamento da uomo silenzioso, capitano mai presente in campo nelle contestazioni arbitrali e nello spogliatoio in qualità di rappresentante sindacale degli interessi dei suoi colleghi. Oppure stiamo dicendo un qualcosa di inventato?

Adl sicuramente ha utilizzato la classica strategia che vuole descrivere giocatori di vecchia data come coloro che vogliono lasciare Napoli a tutti costi. In fondo tutti sapevano che Hamsik volesse cambiare aria e che fosse destinato ad alleggerire il monte stipendi della società azzurra non contenta negli ultimi 7 anni delle sue prestazioni, ma cosciente del fatto che alcuni giocatori non si toccano perché dogmi di un tifo malato.

E non è un caso che anche qui l’informazione cittadina ha seguito la notizia della cessione senza anticiparla, salvo Carlo Alvino che ha fatto un ottimo lavoro a parte paroladeltifoso.it che da settembre ci lavora sopra, ma a noi questo non interessa, perché la sfera per noi è cubica e certamente se non guardiamo alla media punti di Ancelotti, ma ai risultati ed agli eventi, è perché quei 118 milioni di euro in contanti depositati sul conto Unicredit non ci fanno gola, anzi rendono l’idea di quanto ADL sia un ottimo imprenditore, e perciò scriviamo quello che pensiamo quando si tratta di alzare il dito ed alimentare delle discussioni costruttive.

Mi dispiace per voi che parta il capitano, non mi dispiace se il capitano non parta più, ma mi dispiace certamente che ancora una volta non c’è obiettività sulle prestazioni di un giocatore nettamente in discesa negli ultimi anni da parte di chi si vanta di andare allo stadio e in trasferta ogni domenica.

La maglia si ama, ma pure i top player si amano. Quando questi lo sono però.

Alla prossima Amici

Livio Varriale

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