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Gare a porte chiuse e biglietti non rimborsati, la vergogna del 2020

 

 

Il Coronavirus è senza dubbio l’argomento più discusso del momento, visto l’alto tasso di contagi (ben 83.000) in svariate parti del globo; questi dati, classificano l’Italia come il terzo paese più infetto a livello mondiale, il che ha implicato moltissimi cambiamenti e provvedimenti per molteplici ambiti, tra cui quello sportivo. La Lega della Serie A, non a caso, in base alle fonti più attendibili a propria disposizione, ha deciso così di non sospendere il campionato, bensì di far sì che le partite si giochino a porte chiuse nelle regioni più a rischio, tra queste evidenziamo: il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Liguria e l’Emilia Romagna. La delibera in questione, senza dubbio, non può essere messa in discussione, in quanto cerca di prevenire qualsiasi tipo di problema per il benessere della popolazione, vista la delicatissima condizione in cui si trova l’Italia; il punto è un altro, dato che tutti i tifosi i quali avevano già in precedenza acquistato il biglietto per l’imminente partita, o per gli abbonati, non solo non potranno assistere al match della propria squadra del cuore, ma in aggiunta, saranno anche privati di un rimborso riguardo il loro acquisto. Il problema principale infatti è stato incentrato sul virus in sé, ma non esteso a questioni sociali, in questo caso economiche, visto che da regolamento, squadre come Atalanta, Inter, Juventus, Brescia, Genoa, Sampdoria, Lecce, Roma, Spal e Udinese (10 in totale) non prevedono in caso di eventuali chiusure di settori o di squalifica del campo “per forza maggiore“ , il risarcimento del pagante, ovvero il tifoso, il quale anche questa volta, si vede al centro dell’attenzione, ma soprattutto ulteriormente svantaggiato, in quanto soggetto a politiche poco consone. Il rimborso, secondo dati ufficiali, infatti, avverrebbe, per quanto riguarda i team appena citati, solamente in caso di errori interni, ovvero riconducibili alla responsabilità della società stessa; tenendo conto di questo, la Lega non può dichiararsi del tutto incolpevole, dato che una partita senza tifosi corrisponde ad uno spettacolo privo di emozioni, quali gioia, sofferenza, stupore e così via. Il piacere della Serie A scompare praticamente quasi del tutto, infatti nessuno avrebbe mai immaginato che una partita come Juventus – Inter, affascinante ed incentrata su una rivalità storica, ma soprattutto valevole per lo scudetto, si sarebbe giocata a porte chiuse, senza il supporto dei tifosi, cuore pulsante di tutto il campionato e dello sport in generale, tra l’altro quest’ultimi riceveranno anche la beffa dovuta al mancato rimborso. A questo punto la domanda che qualsiasi persona o sportivo si pone: “non sarebbe meglio sospendere la Serie A?” Probabilmente coloro che se lo chiedono non hanno tutti i torti, ma soprattutto evidenziano il fatto che questo è più di uno sport, è passione, è vita ed ha un valore astratto, ma allo stesso tempo inestimabile, nel quale i tifosi hanno un ruolo da protagonisti, sebbene soggetti ad ingiustizie .

Renato Oliviero

Redattore Paroladeltifoso.it

 

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