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Fàbian diamante azzurro.Intuizione di Davide Ancelotti, ADL ringrazia

Da Udine ad Udine.

Come un crocevia nella sua carriera.

Dal primo gol in Serie A con la maglia azzurra, agli applausi corali della “Dacia Arena” per il trofeo europeo conquistato con la maglia della Roja.

Spagna campione d’Europa Under 21 e Fabián Ruiz, premiato come miglior giocatore del torneo.

Ieri ha aperto le danze con un sinistro chirurgico da fuori aria, che ha permesso di indirizzare in discesa la finale, poi conquistata, contro la Germania.

Ma facciamo un attimo rewind.

Era il 30 ottobre, quando il centrocampista del Napoli decise di “presentarsi” al campionato italiano -proprio ad Udine – con un missile terra-aria che si stampò direttamente nell’angolo alto della porta bianconera.

Con il premio di ieri ha chiuso un ciclo con la nazionale minore, e chissà se oggi all’ombra del Vesuvio abbiamo di fronte il futuro faro del centrocampo della nazionale spagnola.

Arrivato a Napoli, un anno fa dal Betis Siviglia – per 30 Milioni di € – dove dichiara che i biancoverdi “mi hanno insegnato ad amare il pallone”.

Dove nei pulcini, ha siglato 107 gol in una sola stagione, (da esterno) ed hanno plasmato un centrocampista tutto fare.

Carlo Ancelotti se lo coccola, per la serietà in campo (40 presenze, 7 gol e 4 assist) e per la sua duttilità.

Quest’anno a Napoli ha coperto il campo in più zone, e proprio per la sua adattabilità, per la sua precisione di passaggi, hanno fatto sì che Fabián potesse attrarre a sè gli occhi del Real Madrid. C’è più di un motivo dietro le sirene di mercato dei Blancos.

Ma oggi quanto vale Fabián Ruiz?

Le lunghe leve, calma da vendere e un sinistro fatato sono gli ingredienti di Fabián, che non sembra essere per niente un centrocampista classe ‘96, ma un veterano.

All’ombra del Vesuvio un anno fa si conosceva poco dello spagnolo.

Si è presentato nello scetticismo più totale ma ad oggi, a distanza di un anno, possiamo dire che il passaggio da campioncino del futuro a campione del presente, è più che prossimo.

Antonino Treviglio

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