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ECCO PERCHE’ ADL E’ VITTIMA DEGLI AGNELLI E AMICO DEGLI ARABI

Bentrovati amici della sfera cubica. Manca poco al verdetto di Europa League dove bisogna essere fiduciosi e sostenere la squadra, quindi, andate allo stadio voi che non siete tifosotti come me.

Oggi però voglio parlarvi dello Stadio e della sua vitale importanza in un momento storico come questo per il Napoli di ADL che ha da sempre ambizioni globaliste contro il sovranismo incontrastato della Juventus in campionato.

Perché se è vero che siamo tutti così concentrati ad incensare il bilancio della SSC Napoli degli ultimi 10 anni, non possiamo evitare di evidenziare come l’essere il club più salubre d’Europa non sia redditizio ai fini della Superlega europea che le big vogliono mettere in piedi per accaparrarsi maggiori fette di sponsor. Il Napoli in questo momento risulterebbe fuori per un motivo che sarebbe la condanna di ADL dopo anni di rimandi e polemiche: lo stadio.

Non è solo l’arena dove giocare il problema del Napoli, ma quello che è stato sempre il cavallo di battaglia di ADL in termini imprenditoriali è certamente il non aver mai patrimonializzato gli investimenti del Napoli. Fitto del San Paolo e fitto di Castelvolturno non mettono alcun valore aggiunto nella patrimonializzazione in bilancio. Quindi senza strutture, nella classifica delle top 20 dovremmo essere fuori. Ed ecco che tramite gli Agnelli, da sempre succube e partecipe al loro gioco come molti del resto, e tramite le amicizie con gli arabi del PSG, da sempre interessati ad acquistare i nostri giocatori come Lavezzi Cavani e Allan, che ADL vuole mettere le mani definitivamente sul San Paolo visto che Bagnoli è sfumato.

Ci hanno provato tutti e in molti a mettere le mani su questo fazzoletto di terra di archeologia industriale, ma niente. Bagnoli ha rappresentato anche il piatto da mettere in gioco quando si è proposta una cessione agli Arabi, ma l’unico in Italia che oltre alla Juve e all’Udinese non ha avuto problemi di accaparrarsi anche l’urbanizzazione di alcuni quartieri è stato certamente Aurelio De Laurentiis con l’operazione Bari. Non solo il San Nicola, ma anche tutto quello che c’è intorno dove sorgeranno nuove costruzioni che consentiranno ad ADL di diversificare i propri introiti nel settore delle costruzioni.

Una partita, questa dello stadio, che ADL dovrà risolvere quanto prima se vorrà consentire al Napoli di giocare nel club Bildeberg delle grandi realtà calcistiche europee. Quale sarà la prossima mossa? Polemica politica aiutato dal Governatore De Luca oppure un accordo silente e conveniente con il comune di Napoli?

Una cosa è certa: Bagnoli non si tocca; è troppo appetibile come cassaforte per delle bonifiche che negli anni hanno prodotto sempre lo stesso risultato: l’inagibilità dell’area.

E voi, vendereste un pezzo di Napoli agli stranieri per far costruire lo stadio e rendere la vostra squadra del cuore una società governata da gruppi finanziari internazionali con un potenziale acquisti di rilievo?

Occhi aperti, alla prossima amici !!!

Livio Varriale

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