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Cosa resta di Juve-Atletico?Accantoniamo l’odio,studiamo il loro modello vincente e diminuiamo il gap

La vittoria di ieri della Juventus ai danni dell’Atletico Madrid del Cholo ha rinvigorito gli sconsolati bianconeri dopo un mese di prese in giro. Ciò nonostante tutto questo era prevedibile. Perché hanno il giocatore più forte del mondo, anche per l’organico in sé, ma anche per la mentalità societaria. Attenzione, non in campo.

Da sempre il modello Juve è criticato, ci sono sicuramente aspetti lacunosi, di cui noi comuni mortali non saremo mai a conoscenza. Però è un modello vincente. Da anni in Italia domina, da anni in Europa è lecito sognare.

Tutto questo da quanto tempo manca a Napoli? Abbiamo riposto le speranze in un uomo tre anni fa, che con il bel gioco è riuscito ad arginare parzialmente il dominio bianconero. Da pochi mesi in un uomo che ha vinto più Champions della Juve stessa e gli vengono venduti i giocatori chiave tra Giugno e Gennaio(vedi Jorginho e Hamsik). Ciò nonostante attraverso la personalità, la sicurezza che impone, la squadra di Agnelli raggiunge i risultati prefissati.

Questo non è un articolo di esaltazione, per carità. Resteranno sempre la squadra da battere e che non potrei mai tifare, però la mentalità è da seguire. Da prendere come esempio. Estrapolare i dettagli. Perché è quello che li rende un grande club.

L’investimento societario sul territorio attraverso lo Stadium prima e il centro sportivo poi. A Napoli stanno facendo una diatriba mediatica per risolvere il problema del colore dei sediolini. Da anni sentiamo di liti tra società e comune. Di Castel Volturno rimodellata ma mai di proprietà della Società Sportiva Calcio Napoli. Sempre in balia di decisioni che al J-Center sono liberi di prendere in un’ora. Perché ne sono proprietari.

Il modello che seguiamo noi è l’Udinese, l’Atalanta. A livello superiore ovviamente. I primi posti in classifica, cessioni eccellenti per rifare la squadra che anno dopo anno si lacera sotto i colpi dell’armata torinese, proprio come il tifo che manca sempre di più allo stadio la domenica ( anche per prezzi tutto fuorchè popolari).

“Noi abbiamo i bilanci in regola” afferma il nostro presidente fiero alla prima occasione di ricordare anche che “non avevamo nemmeno i palloni”. Di anni sono passati, di soddisfazioni quante ce ne siamo tolte? Io dico poche. Molto poche. Tutte le grandi società vincenti investono per crescere, investono nelle strutture.

Prendiamo esempio da chi è più bravo di noi e cerchiamo almeno di avvicinarci.

Poi c’è da fare una parentesi sulla professionalità. A memoria d’uomo non ho mai sentito una sola delle dichiarazioni che fa AdL da parte di un dirigente bianconero. Ogni anno, nel periodo del ritiro di Dimaro fa affermazioni da bar di quartiere. Non firma le maglie dell’anno precedente e pensa di essere lui il nostro Cavani…

Per diminuire il gap con i bianconeri e per avviare un progetto vincente dobbiamo pretendere investimenti, deve finire l’epoca dell’accontentarsi, lasciamo i brutti ricordi e guardiamo avanti senza paura di ricadere nel baratro.

 

Matteo Sorrentino

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