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Convenzione San Paolo: come è bello fare i comunisti con il c**o, e la salute, degli altri

E’ stata approvata la convenzione tra Comune di Napoli e SSc Napoli sull’utilizzo dello stadio San Paolo in concessione. Una convenzione bocciata preventivamente dai Revisori dei conti di Palazzo San Giacomo che però ha trovato l’assise favorevole sulla proposta di delibera avanzata dagli Assessori Borriello e Clemente per conto della Giunta Comunale.

In sintesi il Comune incasserà il pregresso di 3,5 milioni di euro che il Napoli deve, conditio sine qua non della stipula secondo quanto indicato dai Revisori, più un pagamento annuo del canone di 835.000 euro che prevede un bonus di 90.000 euro per la pubblicità ospitata all’interno del tempio calcistico partenopeo.

Inoltre, è prevista la concessione di spazi adibiti al commercio ed al ristoro alla SSC Napoli, con la possibilità del Comune di poter effettuare eventi culturali e di intrattenimento senza intralciare il calendario del Napoli. Il terreno di gioco sarà a cura della Ssc Napoli con la manutenzione ordinaria e straordinaria e la possibilità di svolgere allenamenti a porte chiuse mentre dovrà fare particolare attenzione alla pista di atletica appena rinnovata con le Universiadi ed al comune spetteranno 150 biglietti in tribuna autorità.

Ed ecco che finiamo di fare la cronaca ed entriamo nella critica. Un comune a trazione di sinistra, ha svenduto letteralmente uno stadio ad un privato dopo che la Regione Campania ha investito 20 milioni di euro nel rifacimento del San Paolo, mettendolo anche al passo con i requisiti UEFA. Soldi, che ricordiamo, sono stati anche distolti dalle spese destinate alla Sanità della Regione Campania che versa in condizioni critiche.

Questo porterà i tifosi ad avere sconti per la campagna abbonamenti come annunciato da ADL. Ma è giusto?

E’ giusto rimettere a nuovo uno stadio e chiedere una miseria sia per la pubblicità, che per il canone annuale?  San Siro costa alle due squadre 11 milioni di euro, diviso due fanno 5,5.

Quanto incassa il Napoli dalla pubblicità ogni anno? Milioni di euro che il comune racimola in 90 mila.

Inoltre, l’escamotage è sempre lo stesso ai fini dell’evasione dalla forma pubblicistica e cioè quello di semplificare l’affidamento ad un unico soggetto per poi evitare di fare bandi e gare pubbliche per dare in gestione ad uno o più individui gli altri servizi insiti nella struttura di Fuorigrotta.

Chi avrà le buvette, i ristoranti e gli esercizi commerciali?

L’acqua e l’energia elettrica saranno a carico del Comune di Napoli che, a differenza degli altri comuni, ha l’ABC e quindi non deve dare a un privato i soldi per l’erogazione del servizio idrico ed effettuare una vera e propria partita di giro sull’oro blu.

Sono tanti i quesiti che rendono questa situazione abbastanza ridicola, ma è chiarissimo che il comune ha svenduto il San Paolo riammodernato con i soldi della salute della collettività al Napoli Calcio.

Il consiglio comunale si è fatto “accattare” con 150 biglietti, una maggioranza risicata della sinistra cittadina l’ha spuntata contro il buonsenso ed il rispetto delle lacrime e sangue cittadine. Di cosa hanno avuto paura? Bisogna dire che è passato  con l’accordo conoscitivo con la destra che è uscita dall’aula che è riuscita a non far passare per 2 voti un emendamento proposto da un compagno di partito di Borriello, Mario Coppeto, che avrebbe consentito di stralciare dalla convenzione l’ultima annualità che il Napoli non ha pagato: circa 2,4 milioni di euro.

Semplicemente ci sono le elezioni ed una parola negativa di ADL potrebbe distruggere la reputazione in campagna elettorale soprattutto dell’assessore Borriello che in questo momento storico è incerto sul suo fine politico, visto che la sinistra cittadina più volte ha dimostrato di aver bisogno dei voti della Napoli  “bene” per sopravvivere in barba ai principi che vogliono una centralità pubblica forte ed autorevole.

Un comune allo sbando? Per niente, ma la sinistra cittadina non esiste più, la rivoluzione popolare è stata sopraffatta dagli interessi dei privati che per l’ennesima volta hanno dimostrato che il comunismo è sempre bello quando fatto “con il culo degli altri”.

Occhi aperti amici, alla prossima.

Ah, buona campagna abbonamenti a prezzi stracciati, ma non vi lamentate se negli ospedali le cose non funzionano. 

Livio Varriale

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