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Come e perchè Ancelotti sta modificando la visione manageriale di ADL

Eccoci qui, la sfera cubica del mese di luglio non parlerà dei complotti che si annidano nella mente del presidente De Laurentiis, ma darà sfogo alle anticipazioni sul bivio che più volte abbiamo affrontato in questo primo anno di transizione. Il Napoli ha preso di Lorenzo dal suo nemico Giuffredi che ha congedato sia Rui, Sepe ed Hysaj dal Napoli con parole sempre poco affettuose nei confronti della società.

La prima domanda che mi pone porvi è certamente sul perché ADL abbia acquistato da Giuffredi un terzino destro se non lo considera appunto un procuratore affidabile?

Semplicemente perché tra le parti c’è un accordo nel compensare un dare e avere che noi non conosciamo. Un po’ come avvenne per il rientro di Reina a Napoli e la partenza di Benitez maturato per definire questioni sospese dove Quillon impose a De Laurentiis l’arrivo del portiere spagnolo oggi in squadra al Milan.

Quello che però ADL sta cercando di fare, compatibilmente con l’attività indispensabile di Giuntoli, fresco di rinnovo con un ingaggio da un milione di euro l’anno, è il vendere al meglio quei giocatori che non rientrano nel progetto di Ancelotti.

Ed ecco che subentra la figura del Mister, tanto disprezzato nella stagione appena terminata per via dell’effetto sorpresa che non è arrivato in un anno comunque definito di transizione. Vi ho sempre detto che Ancelotti prima di essere un allenatore, è un facilitatore. Il nostro mister è arrivato a un livello di relazioni internazionali e di palmares sportivo impressionante che ha aperto la mente al presidente su scenari che vedeva impercorribili fino ad oggi.

Se con Benitez aveva aperto ad un consulente tecnico su alcuni calciatori, accantonando per quel triennio la gestione prettamente patriarcale che aveva appreso da Pozzo e Marino, con Ancelotti, invece, sta imparando a dialogare con più procuratori big nello stesso momento. Ed infatti il Napoli rischia di avere uno spogliatoio frammentato da più correnti di giocatori che afferiscono a vari procuratori dove il ruolo del mister è fondamentale.

In questo momento, il Napoli dialoga con Raiola e Mendes che fatturano centinaia di milioni, o addirittura miliardi di dollari l’anno, ed il Napoli può essere considerato un piatto anche abbastanza appetibile per il suo tesoretto che, più volte vi abbiamo precisato, non sarà utilizzato per acquistare giocatori, bensì per assorbire i costi di gestione sempre più alti in mancanza di una strategia di vendita consona alla dimensione del pubblico partenopeo. Il mix De Laurentiis-Ancelotti, potrà sicuramente portare nuovi benefici alla gestione del Napoli. Un risultato su tutti è l’acquisto di Manolas. Dopo Skriniar è il difensore più forte del campionato, ha molti anni di militanza nel campionato italiano ed è certamente una garanzia insieme al re della difesa azzurra e della massima serie italiana: il nostro Kalidou Koulibaly.

Manolas è un acquisto di spessore reso possibile grazie ai rapporti con Raiola ed alla permuta di Diawara, dove è stato possibile acquistare il difensore alla modica cifra di 16 milioni di euro circa da una Roma in piena crisi economica.

Un altro colpo annunciato e sicuramente “fatto” sembra essere quello di James Rodriguez, talento del Real Madrid che arriverà a Napoli con la pretesa contrattuale del numero dieci sulla maglia. E se questo acquisto è voluto espressamente da Ancelotti, sapendo di andare incontro ad una richiesta del giocatore che tende a sostituire la divinità di Maradona, allora la strada è quella giusta.

Perché il Napoli e Napoli hanno bisogno del cambio di mentalità previsto dall’ingresso di Ancelotti nelle strategie societarie. Ed io sono d’accordo, perché questa piazza vive da troppo tempo di ricordi sbiaditi dalla storia.

C’è bisogno necessariamente di scrivere una nuova era, con un Ancelotti che adesso ha tutti i riflettori su di se e De Laurentiis che l’ha “rovianto” “responsabilizzandolo” nell’accontentare le sue decisioni, vedi de Nicola, vedi Rodriguez e molto probabilmente vedi Insigne.

Alla prossima amici e continuiamo così … 

Livio Varriale

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