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Carlo Ancelotti, la grande calma che blocca la stampa

Partito da Reggiolo fino ad arrivare a Napoli, nel mezzo tanti anni e tante vittorie tra campo e panchina. Riassumere Ancelotti in una riga non è stato facile ma abbiamo capito in parte ,chi è il nostro allenatore. Forse sembrerà strano ma stavolta non ci metteremo a raccontare vittorie, trofei ed elogi, proveremo a passare al lato oscuro, proveremo ad invertire la tendenza e raccontare quello che qualcuno non riesce o forse non vuole raccontare. Proveremo a raccontare l’avventura Ancelottiana senza esserne intimoriti dalla sua calma e dal suo palmares.

Secondo tanti allenatori e lo stesso Ancelotti, il ciclo giusto per un tecnico in un club è di 3 anni. Solo se si crea quella che chiama “sintonia culturale” giusta, la società può diventare casa. Ma la domanda che tiene banco, o meglio sotto banco visto che nessuno fa luce su ciò, è la seguente: “Nel Napoli si è avuta questa fusione culturale fra società, ambiente e allenatore, tale per cui Ancelotti si sente davvero a casa? “La risposta è molto complessa, ma è opportuno parlarne pensando semplicemente a come Carlo si sia lasciato col Bayern Monaco, esonerato dalla volontà dei senatori bavaresi. Una casa scomoda, pesante, figlia di screzi tattici magari di personalità come confermò all’epoca Hoeness. Napoli tappa forse per un rilancio visto l’enorme fallimento personale a Monaco? Nessuno ha avuto il coraggio di puntare il dito e di dire le cose come stanno, tutti hanno sempre e solo elogiato il palmares e le squadre che ha allenato, senza mai riflettere su tanti fattori ,come il fatto che nessun top club abbia mostrato interesse per lui? Oppure come mai tutto questo ridursi l’ingaggio? Fattori irrilevanti o timore di dire le cose come stanno?

In questo anno e mezzo a tinte azzurre, si sono viste partite epiche e tonfi altrettanto epici. Non sarà stata la débâcle di Mercoledi ad ispirarci , perché mercoledì è stato forse toccato il fondo, di un pozzo, contro una squadra che non vinceva in Champions da 14 partite e che al turno precedente aveva preso 6 gol. Il fattore principale è la quadratura tattica che fatica ad arrivare, una squadra che a Dimaro ha lavorato per il 4-2-3-1 e poi si ritrova a giocare partite col 4-4-2, una identità mai trovata. Eppure nessuno scrive o chiede il perché non si è portata avanti l’idea nata in estate? Perché? La società non ha accontentato le pretese di calciomercato forse sarà anche questo ma le famose telefonate di Carlo hanno fatto effetto solo con Elmas e co? Perché Carlo non ha messo le carte in chiaro mettendo avanti l’identità tattica? Eppure tutti sono solo bravi a salire e scendere dal carro puntando il dito verso la squadra. Se c’è qualcuno che voglia di puntare il dito sulle scelte del Mister si faccia avanti, come chi sta scrivendo ora e sapete perché? Perché è palese il fatto che la squadra tatticamente sia allo sbando. Ma continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della verità e riportiamo diverse citazioni da confeenza stampa a cui nessuno ha risposto mai.

“Callejon può giocare regista” ma dove? Ma cosa? Tralasciando il fatto che il Napoli ha così tanti interpreti pur sempre adattati in quel ruolo da far paura anche ai migliori cast cinematografici, visti i tanti registi senza aver provveduto a prendere ua riserva di Allan che è letteralmente ormai un corpo quasi estraneo.

“Abbiamo ceduto Albiol per accontentare le sue scelte familiari” Ma davvero credete che alla base dell’addio di Albiol ci sia la voglia di tornare a casa? Forse sì per il semplice fatto che nessuno ha mai scritto quanto veramente accaduto, perché sapevatelo da Castel Volturno trapelano tante cose, come quella di uno scontro tra il difensore e il tecnico sull’opporsi ad una sua operazione al ginocchio a gennaio. Un vero e proprio harakiri dove ci ha rimesso le penne anche il caro Dott. De Nicola.

“Con l’arrivo di Manolas cercheremo di non concedere l’uno contro uno e di attaccare subito alti, senza concedere tanto. Invece? Sapete cosa sta succedendo? Il Napoli ha subito ben 10 reti, tutte banali, sciagurate e frutto di un lavoro difensivo che dire approssimativo è poco. Eppure nessuno e ripeto nessuno ha avuto il coraggio di dire al mister o di scrivere che forse Manolas e KK non possono coesistere, che KK andava dosato e non subito buttato nella mischia.

“Insigne l’ho visto fuori forma e poco brillante, va in tribuna per scelta tattica” prendete un secondo la distinta della partita di domenica col Brescia, Lorenzo in panchina per 90 minuti. Ecco quindi qualcuno che si è chiesto o ha scritto ma forse dietro c’è qualcosa? Oppure lo avete scritto solo in un titolo da clickbait e poi avete parlato d’altro? Lorenzo e Carlo non si amano, il primo perché preso dalla mania di essere un simbolo pretende rispetto e garanzie tattiche, il secondo perché gente come Lewandovski, Robben e Hummels gli hanno fatto la cd.” Cartella” a Monaco vedendone un carisma esagerato a discapito della nota “calma”. Credetemi se anche il fratello di Insigne comincia a sbraitare sui social, con post successivamente rimosso, vuol dire che qualcosa c’è e come ,Wanda docet.”

” Icardi? Grande attaccante, ma Milik è più completo…” Tralasciando gli infortuni, nessuno si è reso conto che in Champions League Milik non segna da due anni? Ma davvero? Credevate insieme al mister che il polacco fosse il centravanti utile a togliere le castagne dal fuoco come a Liverpool lo scorso anno, lo scorso anno non proprio. Quindi perché nessuno hai mai detto che Milik per quanto sia un bravo ragazzo non è il numero 9 che serve al Napoli, ovviamente tralasciando i problemi avuti nella trattiva Icardi. Ancora oggi la stampa appoggia il mister ed illude la piazza di avere in casa il nueve.

“ADL ha rispetto, mai preteso la vittoria!” Perché nessuno dice che ADL è irrispettoso verso Carlo? Pensate che la figuraccia fatta sugli spogliatoi sia stata fatta perché Carlo aveva il ciclo? Aurelio ha capito tutto, ha fidelizzato e caricato di responsabilità Carlo un po’ come il bagnino che in fretta e furia non riesce a togliere le sdraio prima della forte mareggiata…. Una mareggiata di critiche che riempiranno e bruceranno la figura del tecnico.

Le citazioni che nessuno ha avuto il coraggio sono tante che il tempo a disposizione è poco. Detto ciò abbiamo provato senza timore a dire la verità senza farci spaventare dalla calma Ancelottiana ma solo per il gusto e la passione di raccontare la verità, di creare una critica costruttiva a differenza di altri che subito hanno dimenticato le invettive contro il burbero Sarri, contro il piagnone Mazzarri o lo pseudo vincente Benitez.

Ciro Morra

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