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CAFFÈ BORGHETTI E STADIO, COME E DOVE NASCE QUESTA LUNGA TRADIZIONE 

Andiamo a scoprire qualcosa in più su questo piccolo barattolino di plastica (da circa 30ml), con il tappo di colore rosso.

Chiunque sia solito frequentare lo stadio, ma anche chi non lo sia poi chissà quanto, avrà sicuramente sentito esclamare più di una volta “caffè borghetti!” da uno dei tanti venditori presenti prima, durante, e dopo la partita.

(Foto borghetti sul pavimento)

Ebbene, è evidente di come oggi sia una vera e propria tradizione quella di guardare la partita facendo qualche sorso di questo famoso liquore al caffè da 25 gradi, magari tra un coro e l’altro.

Ma è sempre stato così? Come e da dove nasce la tradizione?

Per scoprirlo bisogna fare un salto a circa 400km da qui (Napoli). 

Il nostro simpatico caffè alcolico infatti nasce ad Ancona, nel lontano 1860. 

Ugo Borghetti, imprenditore anconetano, allora proprietario del bar “Caffè sport”, situato proprio nella piazza della stazione del capoluogo marchigiano, il giorno dell’inaugurazione della linea ferroviaria Ancona-Pescara, distribuì ai viaggiatori in partenza il -Caffè Sport-, poi Caffè Borghetti. A quanto pare la ricetta fu ideata per l’occasione, traendo ispirazione dal turchetto e dalla moretta fanese.

(Foto bottiglia borghetti)

L’usanza di bere caffè con l’aggiunta di rum o anice in variabili quantità, nasce da chi lavora in mare. Secoli fa infatti, gli antichi marinai ne facevano uso per riscaldarsi. Ma è ovvio che però bisognerà aspettare l’Ottocento, per vedere queste pratiche anche all’interno delle abitazioni, con il nascere delle prime distillerie industriali. 

Il signor Giardini, presidente del Clubs Uniti Biancorossi Ancona, ha raccontato che è già dal ‘55 che lo vede vendere, da quando suo padre lo portava a seguire la sua squadra del cuore. 

Secondo alcuni racconti popolari, ci fu addirittura anche una causa legale dovuta alla discussa paternità del prodotto. Ci sarebbe stato infatti prima Varnelli, che nasce nel 1868, e prima ancora Manfrini, con il “Cordial Caffè”, e proprio come il suo concorrente era titolare di un bar. Il bar esiste ancora ed è il “Caffè Centrale”, a Torrette di Ancona. Roberto Manfrini è l’ultimo discendente di questa famiglia ed è ancora a lavoro come barista. 

(Foto borghetti in fila)

Se sei arrivato fino a qui allora evidentemente ti interessa davvero l’affascinante tradizione del Caffè Borghetti, dunque ora ogni volta che ti ritroverai a sorseggiarne un po’, lo ricorderai non solo per il suo unico sapore, ma anche per la sua interessante storia, ricca di contraddizioni e valori significativi. 

Raffaele Accetta

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