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AZ ALKMAAR: L’ANALISI DELLA SQUADRA CHE AFFRONTERÀ GLI UOMINI DI GATTUSO

Domani il Napoli esordirà in Europa League contro l’Az Alkmaar, una squadra che fa dell’occupazione degli spazi il suo punto forte, ma andiamo a vedere nel dettaglio l’11 olandese.
L’Az Alkmaar di Arne Slot milita nell’Eredivisie, in questo momento è al decimo posto con soli 4 punti, un avvio di stagione non molto esaltante per una squadra il cui maggior ostacolo finora è stato il covid, che ha decimato il gruppo.

L’11 in campo è schierato solitamente con due moduli, il 433 e il 4231, praticamente a specchio col Napoli, ma come dicevamo, la caratteristica maggiore è l’occupazione degli spazi.
Terzino ed ala non si trovano mai sulla solita linea: un uomo occupa l’ampiezza massima e l’altro si smarca in una zona di mezzo. Solitamente l’ala si smarca in ampiezza massima mentre il terzino più dentro il campo, a volte anche alle spalle degli attaccanti avversari. L’obiettivo di questi smarcamenti è concedere all’ala l’opportunità di puntare 1v1 il terzino avversario, avendo come seconda chance la linea di passaggio offertagli dal terzino, che si inserisce internamente, dove i difensori centrali del Napoli dovranno stare attenti a coprire il buco lasciato libero dai propri terzini, accorciando dentro al campo.
In questa situazione le due ali, Calvin Stengs e Jesper Karlsson, si danno molto da fare e sono forse i giocatori più pericolosi della squadra olandese.

Eccetto i due difensori centrali, tutti i calciatori si muovono inserendosi e creando spazio e pensiero. L’AZ costruisce dal basso, cercando di attaccare l’avversario a campo aperto, e quando si riesce a imbucare per il trequartista libero (occhio a Dani de Wit, classe ’98 molto prolifico in zona gol), i due esterni si allargano attraendo i terzini avversari, creando così un 2v2 in attacco con l’ aiuto della punta centrale, che cercherà spesso la profondità negli spazi vuoti.

A proposito, va fatta una menzione speciale per Boadu, attaccante centrale classe 2000, riflettori dei grandi club puntati su di lui, che da 15 enne ha fatto innamorare tutti tra le giovanili dell’AZ, è già punto fermo della nazionale Olandese. Se ne parla un gran bene.
Boadu si posiziona a ridosso dei difensori centrali pronto a sfruttare lo spazio alle loro spalle per liberare la sua velocità e attaccare direttamente la porta. Se i compagni hanno bisogno, rientra, ma si fa trovare sempre pronto in area quando arriva il momento. Occhio alla sua velocità.

Ovviamente, se il Napoli attuerá un pressing ultra offensivo come quello visto con l’Atalanta, allora l’11 di Arne Slot, specie coi due centrali, cercherà di alzare la palla sopra per sfruttare la rapidità del nazionale olandese.
Al netto di probabili formazioni, sarebbe un bel vedere per il calcio un duello Boadu-Koulibaly.
In ogni caso, domani al San Paolo si affronteranno due squadre molto dinamiche, che creano palle gol in continuazione, facendo della fase offensiva l’arma principale.

Luca Linardi

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