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ADL I SOLDI ALL’ESTERO E LA FREGATURA PRESA DAGLI AGNELLI

Bentrovati amici della sfera Cubica. Oggi voglio parlare con voi di quanto abbiamo già parlato e dibattuto in questa stagione sullo stato politico ed economico della SSC Napoli nel mondo della lega e della Finanza. E mentre tutti adesso salgono sul carro, non dimenticatevi mai i fiumi di saliva sprecati nei mesi precedenti pronti ad incensare l’attività del presidente De Laurentiis sotto gli aspetti che successivamente affronteremo.

Ricordatevi che il giornalismo non è solo racconto, ma anche previsione. Ed ecco allora che partirei proprio dal fatto che qui abbiamo sempre sostenuto che ADL con i soldi può fare quello che vuole perché la SSC Napoli è sua e se un domani decide di “appicciarla”, troveremo un altro presidente …  visto che tutti passano, compresi i tifosi, ma è la maglia che resta sempre. O NO?

In settimana abbiamo trovato una notizia lanciata da Paoletti dove veniva denunciato il fatto che ogni anno ADL manda “120 milioni di euro all’estero” e precisamente a Los Angeles. Sappiamo che il Patron del Napoli ha attività in America dove trascorre lunghi periodi per fare cose sue. Le parole di Paoletti sono iperbolizzate nella cifra, ma non possiamo certamente disprezzare il fatto che un imprenditore con tantissime attività in giro per il mondo, mandi appunto soldi fuori dal suolo italico. Lui può farlo e DEVE farlo se lo ritiene opportuno, ma non ritengo che questa cifra segreta corrisponda a 120 milioni. Non so darvi numeri precisi, ma il ragionamento c’è tutto ed è LEGITTIMO.

Questo per dirvi semplicemente che ADL ha comprato il Napoli in un momento di difficoltà economiche del settore cinema ed ha investito molti proventi del Napoli proprio per diversificare i suoi guadagni. Mentre altri presidenti di squadre di calcio sono arrivati alle società sportive calcistiche dopo aver consolidato un patrimonio di tutto rispetto in altri ambiti economici ( leggetevi quanto scritto dalla sfera cubica in merito a questo: http://www.paroladeltifoso.it/adl-vende-sfera-cubica-risponde/)  ed ecco allora la necessità da parte del nostro presidente di acquistare la Steccolecco, di comprare una miriade di immobili, di fondare l’Aurofood con paninoteche e ristoranti al suo interno e di acquistare auto d’epoca e di lusso per 7,5 milioni di euro (spero mi faccia fare un giro perché trovo questa attività migliore del calcio).

Un discorso imprenditoriale che non fa una piega e che costringe il Napoli ad essere una cassaforte di famiglia con ovviamente un tesoretto che non DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE SPERPERATO per il calciomercato, a meno che non decida di interrompere il patto con gli Agnelli definitivamente.

Ed allora arriviamo alla questione politica calcistica. Già vi abbiamo avvisato prima di tutti e sul tempo, come sempre d’altronde, con questo articolo dove parlavamo appunto di ADL vittima degli Agnelli http://www.paroladeltifoso.it/ecco-perche-adl-e-vittima-degli-agnelli-e-amico-degli-arabi/?doing_wp_cron=1557730731.8942608833312988281250 e di come ADL sommessamente ha cercato di avallare le inchieste di Report contro la Juve per la questione ‘ndrangheta tramite il suo mainstream cittadino che adesso scricchiola, e molto anche, in credibilità agli occhi dei tifosi http://www.paroladeltifoso.it/adl-esce-allo-scoperto-dopo-i-fallimenti-di-report-e-degli-accademici/

Ed in modo divertente devo allora constatare che dopo anni, almeno 6, di “uallera alla pizzaiola” sulla Superlega europea ecco che ADL fa un passo indietro. Perché? Semplicemente perché gli Agnelli hanno millantato credito sulla possibilità di includerlo dentro questo nuovo contenitore che dovrebbe far girare tanti soldi quanti ne riceve oggi la Premier League. Le milanesi, la Roma e la Juve nonostante i debiti e le prestazioni scialbe in campionato possono entrare al posto di un Napoli solidissimo finanziariamente, perché a differenza degli azzurri rispecchiano i canoni di investimenti in infrastrutture previsti dal regolamento. Gli Agnelli però pare non siano troppo pesanti in ambito europeo ed è per questo che l’ultima speranza di una raccomandazione per gli azzurri pare possa arrivare da Parigi dove il presidente del Napoli ha più di un rapporto commerciale ed il prezzo da pagare potrebbe essere la cessione delle quote(ricordatevi amico degli arabi). Quindi adesso la Superlega Europea non è più buona e ADL guida la riscossa delle piccole. Io spero vivamente che la mollata di presa nell’ultimo anno di Mazzarri, lo scudetto buttato nel penultimo anno di Sarri ed il litigio con il tecnico toscano avuto nell’ultima stagione, dove “il comandante” e Reina hanno siglato un patto di ferro sul campionato tralasciando le competizioni europee al minimo indispensabile, non siano stati vani per ADL. Altrimenti uno scudetto in saccoccia ad oggi l’avevamo e la politica del Napoli sarebbe stata certamente più coinvolgente con le altre squadre, quelle piccole, perché forte di una leadership consolidata anche sul campo. Ma si sa che nel calcio esistono equilibri molto più grandi ed ADL è una formica rispetto almeno ad altri nove presidenti del campionato di Serie A. E mentre la società si pavoneggia sui social con statistiche del vorrei ma non posso, che ridicolizzano il nostro presidente in continuazione, oggi ci troviamo a vivere un Napoli dal sogno Europeo e globalista lontano dal calcio che conta.

Alla prossima amici, occhi aperti.

Livio Varriale

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