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A Napoli vorrei… Thiago Almada

Sono tanti forse troppi i giovani talenti che potrebbero diventare campioni in un futuro non molto lontano.

Certo, ci sono alcuni conosciuti ed altri meno.

Ed è proprio su questi ultimi che vorrei soffermarmi con questa rubrica.

Troppo facile parlare di quelli già visti, io vi porterò alla scoperta di talenti sconosciuti i quali sentirete parlare un gran bene in futuro.

Passeremo dal sangue caliente dei sudamericani alla scuola italiana per poi finire con le potenze europee come Spagna, Inghilterra, Olanda, Francia e Germania.

Dopo questa introduzione possiamo immergerci nel primo episodio di questa nuova rubrica.

Ci troviamo in Argentina, precisamente a Fuerte Apache, quartiere difficile di Buenos Aires luogo in cui tra tanti è cresciuto anche un certo Carlos Tevez, dove intorno al 2001 nasce Thiago Almada, che diventerà per la gente di zona diventerà “El Pibe de Fuerte Apache.”

Sin da subito la sua vita è sempre stata difficile, da bambino per riuscire a racimolare qualche soldo faceva il fruttivendolo e riciclava le bottiglie per strada.

Egli è un trequartista del Velez Sarsfield, gruppo che milita in Primera Division.

La sua storia d’amore con questa squadra inizia sin da bambino dove all’età di 5 anni viene notato e ingaggiato.

Thiago fa il suo primo esordio nella massima serie l’11 Agosto del 2018 contro il Newell’s.

Da lì la strada è in discesa per “El Guayo.”

Tra la scorsa e la seguente stagione il gioiello albiceleste è a 6 gol e 2 assist in 31 presenze, non male per un classe 2001.

Almada può ricoprire diversi ruoli in attacco come l’ala destra, sinistra e il trequartista, posizione da lui più preferita.

Il suo talento non passa inosservato, infatti nella Selección Argentina Sub 20 se ne innamorano, lo convocano e lui risponde con 1 gol in 7 apparizioni.

Nei giorni seguenti di Thiago ne parlerà tutto il mondo, è guerra aperta tra gli spagnoli dell’Atletico Madrid e le due facce di Manchester per aggiudicarsi questo piccolo fenomeno.

La carta d’identità segna 18 anni ma gioca come se ne avesse 30.

Il motivo?

Intelligenza fuori dal comune, visione di gioco impressionante e una qualità nel mandare i compagni in porta come solo chi diventerà un fenomeno sa fare.

Il trequartista argentino è dotato di una grande personalita, raccoglie palla a centrocampo e va sempre a puntare il difensore avversario.

Qual’è la cosa bella?

Che 19 volte su 20 lo salta, spazi ampi o stretti non fa differenza.

Segnatevi questo nome e tenetelo d’occhio, ne sentirete parlare presto e non dite che non ve l’avevo detto.

Gennaro Del Vecchio

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